Ecco i luoghi del cuore di Ovest Sesia: una carta che localizza nel comprensorio le infrastrutture più importanti (imbocco dei canali maggiori, elevatore), insieme agli edifici e alle principali tipologie costruttive (chiuse, ponti-canale, sifoni, paratoie automatizzate, nodi idraulici, scaricatori). Ma ci sono anche le ambientazioni più suggestive della rete (Porte di San Giacomo, Stazione Idrometrica di Santhià, canyon). Infine i luoghi della memoria (rogge, mulini) e quelli del coordinamento (la sede di Vercelli).


  • Imbocco Canale Cavour, Chivasso – TO
  • Imbocco Naviglio d’Ivrea, Ivrea – TO
  • Imbocco Canale Depretis, Villareggia – TO
  • Imbocco Canale Farini, Saluggia – VC
  • Elevatore di Cigliano, Villareggia – TO
  • Casotto Vecchio sul Canale del Rotto, Saluggia - VC
  • Ponte-canale del Canale Cavour sulla Dora Baltea, Saluggia - VC
  • Ponte-canale del Canale Cavour sul Cervo, Formigliana - VC
  • Tomba-sifone del Canale Cavour sotto l'Elvo, Santhià - VC
  • Tomba-sifone del Canale Cavour sotto la Sesia, Greggio - VC
  • Paratoie automatizzate sulla derivazione del Cavo Lucca
  • Canale Cavour, Livorno Ferraris – VC
  • Nodo idraulico della Restituzione, Tronzano – VC
  • Nodo idraulico di Spinapesce, Palazzolo V.se - VC
  • Scaricatore del Canale Cavour, Saluggia - VC
  • Porte di San Giacomo sul Canale del Rotto, Livorno Ferraris – VC
  • Stazione Idrometrica, Santhià - VC
  • Canyon in zona Cervo-Strona, Castelletto Cervo – BI
  • Roggia Marchesa, Candelo – BI
  • Naviletto di San Damiano, Carisio – VC
  • Mulino Boscherina, Borgo d’Ale – VC
  • Sede Associazione d'Irrigazione Ovest Sesia, Vercelli
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Nodo idraulico della Restituzione, Tronzano Vercellese (VC)

Il nodo idraulico del Casello Restituzione, situato nel comune di Tronzano, rappresenta un punto strategico per la ripartizione delle acque nel territorio vercellese.

È qui che il Canale Depretis incontra il Naviglio d’Ivrea. Da questo punto il Naviglio assume la denominazione di Ivrea Restituzione e prosegue fino al nodo idraulico delle Naje, nel comune di San Germano (VC). Superato questo snodo, il corso d’acqua riprende il nome di Naviglio d’Ivrea, che mantiene fino a Vercelli, dove termina il proprio percorso. Parallelamente, dal nodo del Casello Restituzione si origina anche il Canale Depretis di Carisio.

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Stazione Idrometrica, Santhià (VC)

La Stazione Idrometrica di Santhià è un luogo di straordinaria importanza per la storia delle scienze idrauliche e dell’idrometria in Italia, strettamente connesso alla gestione delle acque del Canale Cavour.

Dopo il completamento del canale, emerse infatti l’esigenza di controllare e misurare con precisione le grandi portate destinate all’irrigazione, superando i metodi empirici e adottando criteri scientifici affidabili. Già dalla fine degli anni Sessanta dell’Ottocento presero avvio studi e sperimentazioni che, attraverso lunghi approfondimenti e diversi progetti, condussero alla realizzazione di una vera e propria stazione sperimentale.

L’opera, sostenuta dallo Stato e da una commissione composta da importanti ingegneri e studiosi, fu concepita per misurare portate estremamente variabili, dalle più modeste fino a quelle massime dell’intero sistema irriguo vercellese. Istituita ufficialmente con legge dello Stato nel 1903, la Stazione Idrometrica di Santhià divenne rapidamente un punto di riferimento a livello nazionale, contribuendo in modo determinante al miglioramento della gestione irrigua della pianura piemontese e lombarda.

Il complesso, situato alle porte di Santhià, comprendeva vasche di sperimentazione, dispositivi di regolazione delle portate e una palazzina in stile ottocentesco destinata alle attività scientifiche e agli uffici. Oggi la Stazione, pur non visitabile, rimane una testimonianza unica del legame tra scienza, ingegneria e agricoltura, raccontando una fase fondamentale della modernizzazione dei sistemi irrigui del Piemonte.

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Canyon in zona Cervo-Strona, Castelletto Cervo (BI)

Il canyon naturale formato dai torrenti Cervo e Strona rappresenta un elemento paesaggistico di grande valore ambientale e geomorfologico.

Modellato nel tempo dai processi di erosione fluviale, questo tratto di territorio testimonia l’azione continua dell’acqua, che ha inciso profondamente la morfologia locale, creando un ambiente di notevole interesse naturalistico e scientifico.

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Sede dell’Associazione d’Irrigazione Ovest Sesia, Vercelli
Palazzo Pasta (Palazzo dei Conti d’Asigliano)

Situato nel cuore storico di Vercelli, in via Duomo 2, Palazzo Pasta è la sede dell’Associazione d’Irrigazione Ovest Sesia. Conosciuto anche come Palazzo dei Conti d’Asigliano, l’edificio nasce nel XVIII secolo come residenza nobiliare della famiglia Buronzo d’Asigliano e rappresenta oggi un luogo simbolo della storia istituzionale e idraulica del territorio.

Gli ambienti interni, caratterizzati da sale di gusto ottocentesco, raccontano un’epoca in cui l’acqua era già riconosciuta come motore fondamentale dello sviluppo economico, agricolo e sociale della pianura piemontese.

Tra queste mura hanno preso forma decisioni, progetti e visioni che hanno accompagnato l’evoluzione del sistema irriguo vercellese. Nel corso dell’Ottocento, il palazzo è stato testimone delle profonde trasformazioni legate alla visione modernizzatrice di Camillo Benso, Conte di Cavour, e alla realizzazione delle grandi opere idrauliche, prima fra tutte il Canale Cavour, che ha segnato in modo indelebile il paesaggio e l’economia del territorio.

Oggi Palazzo Pasta non è solo un centro amministrativo, ma anche un luogo di memoria e cultura. In occasione di eventi e aperture straordinarie, i suoi saloni storici si aprono al pubblico, offrendo la possibilità di ripercorrere la storia dell’irrigazione e delle istituzioni che, dall’Ottocento a oggi, hanno custodito e valorizzato la risorsa idrica.

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Imbocco del Canale Cavour, Chivasso (TO)

L’Imbocco del Canale Cavour, a Chivasso, segna l’inizio di una delle più grandi opere di ingegneria idraulica dell’Ottocento italiano. Il canale fu realizzato tra il 1863 e il 1866 su impulso di Camillo Benso, Conte di Cavour, a partire da un’intuizione dell’agrimensore Francesco Rossi e grazie al progetto dell’ingegnere Carlo Noè, allora responsabile dei canali.

L’obiettivo era ambizioso e lungimirante: modernizzare e rendere più efficiente il sistema irriguo della pianura risicola piemontese e lombarda, estendendo i benefici dell’acqua fino alla Lomellina e trasformando profondamente il paesaggio agricolo. Costruito in mattoni e granito, l’imbocco del Canale Cavour conserva ancora oggi tutto il fascino dell’ingegneria ottocentesca.

È un luogo in cui la forza dell’acqua e l’eleganza delle strutture dialogano con il paesaggio circostante, offrendo al visitatore uno scorcio suggestivo sulla storia, sulla tecnica e sulla visione che hanno reso possibile la trasformazione della pianura piemontese.

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Imbocco Naviglio d’Ivrea, Ivrea (TO)

Il Naviglio di Ivrea è una delle opere idrauliche più importanti del Piemonte orientale. Progettato nella seconda metà del XV secolo per regolare le acque della Dora Baltea, il canale aveva l’obiettivo di migliorare l’agricoltura e creare una via d’acqua tra Ivrea e Vercelli, fondamentale per il trasporto del sale e altre merci.

L’opera fu promossa dal Duca Amedeo IX di Savoia e dalla Duchessa Jolanda di Savoia, che guidò la reggenza in quegli anni complessi, con l’appoggio di esperti come Rufino De Murris, incaricato della progettazione e gestione del canale. Nonostante l’inaugurazione nel 1474, il Naviglio non divenne mai pienamente navigabile, soffrendo di frequenti piene, problemi tecnici e difficoltà finanziarie.

Nei secoli successivi il canale passò più volte in gestione privata, prima di tornare allo Stato sabaudo nel XIX secolo, entrando nell’organizzazione dei Regi Canali e dato in consegna poi alla Coutenza Canali Cavour (costituita da Associazione d’irrigazione Ovest Sesia ed Est Sesia). Oggi rappresenta un patrimonio storico e paesaggistico, testimone della lungimiranza dei Savoia e del ruolo centrale delle vie d’acqua nello sviluppo del Piemonte orientale.

Una visita al Naviglio di Ivrea offre un affascinante incontro tra storia, ingegneria e natura L’opera di presa deriva le acque dalla Dora Baltea e le distribuisce verso il territorio agricolo circostante. Nel corso dei secoli il canale è stato più volte rimaneggiato e adeguato alle nuove esigenze idrauliche.

Imbocco Canale Depretis, Villareggia (TO)

Il Canale Depretis viene derivato dalla Dora Baltea in comune di Villareggia (To). Verso il 1780 si riprendono gli studi precedenti di derivazione dalla Dora Baltea e nel 1785 viene ultimato il Canale di Cigliano, di 18 mc. di portata, ma troncato all'incontro con il torrente Elvo in esecuzione parziale del progetto che lo voleva prolungato fino in Sesia per estendere i benefici dell'irrigazione nelle Baragge dell'alto Vercellese e nel Novarese.

Su progetto dell’ingegnere Carlo Noè, a partire dal 1859 il canale fu ampliato e potenziato; nel 1887 assunse l’attuale denominazione di Canale Depretis, in omaggio ad Agostino Depretis, più volte Presidente del Consiglio del Regno d’Italia, scomparso proprio in quell’anno. Con la realizzazione del Canale Depretis prese avvio la gestione collettiva dell’irrigazione della pianura vercellese, segnando una svolta fondamentale per lo sviluppo agricolo del territorio. Nel tempo la sua importanza è cresciuta ulteriormente grazie alle numerose derivazioni, tra cui il Naviletto di Saluggia e il Canale Vanoni, costruito nel 1958 per servire le aree di confine tra Biellese e Vercellese.

Oggi il canale rappresenta anche un interessante percorso storico e paesaggistico, visitabile e apprezzabile lungo il suo tracciato.

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Imbocco Canale Farini, Saluggia (VC)

Derivato dalla Dora Baltea nel comune di Saluggia (VC), il Canale Farini fu realizzato nel 1868 con l’obiettivo di incrementare la portata d’acqua del Canale Cavour, che nei primi anni di esercizio si era rivelata insufficiente, soprattutto durante i periodi di magra estiva.

Nonostante la sua lunghezza limitata di circa 3 chilometri, il Canale Farini si distingue per una notevole larghezza e per una portata massima di circa 70 m³/s, caratteristiche che ne fanno un’infrastruttura strategica all’interno del sistema irriguo. Il canale prende il nome da Domenico Farini, figura di primo piano dell’Italia postunitaria, a testimonianza del legame tra le grandi opere idrauliche e la visione politica e amministrativa dell’epoca.

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Elevatore di Cigliano, Villareggia (VC)

Attivo da oltre 150 anni, l’Elevatore idraulico di Cigliano è una delle opere più significative dell’ingegneria idraulica applicata all’agricoltura nel territorio vercellese.

Pensato per servire i Comuni penalizzati dalla propria quota altimetrica, l’impianto ha rappresentato un vero motore di sviluppo agricolo per l’area circostante. L’opera fu realizzata tra il 1878 e il 1882 con l’obiettivo di sfruttare i tre differenti livelli di scorrimento del Naviglio d’Ivrea e dei canali del Rotto e Depretis.

Grazie al principio dei vasi comunicanti e alla forza generata dalla caduta delle acque, l’elevatore è in grado di sollevare l’acqua fino a 20 metri, portandola al livello dei campi sovrastanti. Costruito alla fine del XIX secolo come soluzione tecnologicamente innovativa, l’Elevatore di Cigliano ha garantito nel tempo la continuità dell’irrigazione in un contesto territoriale complesso.

Ancora oggi rappresenta una testimonianza concreta della capacità dell’ingegneria idraulica di rispondere alle esigenze dell’agricoltura, trasformando i limiti naturali in opportunità di sviluppo.