La nascita dell’Associazione d’Irrigazione Ovest Sesia

L’Associazione d’Irrigazione Ovest Sesia nasce ufficialmente con la legge del 3 luglio 1853, frutto della visione di Camillo Benso, Conte di Cavour, che intuì la necessità di affidare direttamente agli agricoltori la gestione delle acque irrigue, superando il sistema degli appalti privati.

L’idea era innovativa per l’epoca: unificare tutte le acque disponibili in una gestione collettiva, fondata sulla collaborazione tra utenti e sull’utilizzo integrale della risorsa, comprese le colature e le acque di sovrabbondanza.

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Lo Statuto dell’Associazione stabilì fin dall’inizio principi destinati a durare nel tempo: la condivisione delle acque, l’equità di accesso e una gestione unitaria a beneficio dell’intero territorio. Cavour stesso, presentando la legge alla Camera, definì l’Associazione un esperimento pionieristico, destinato a diventare un modello per l’agricoltura non solo piemontese ma europea.

Con la concessione trentennale delle acque demaniali derivate dalla Dora Baltea (Naviglio d’Ivrea, Canale di Cigliano e Canale del Rotto), l’Associazione avviò un’intensa fase di lavori: riscatto delle acque private, costruzione di nuovi canali di raccordo, riforma delle reti esistenti e realizzazione di infrastrutture in muratura al posto dei vecchi manufatti in legno.

L’obiettivo era creare una rete omogenea e flessibile, capace di spostare rapidamente l’acqua tra le diverse zone in base alle esigenze colturali.

Tra il 1854 e il 1884 l’Associazione realizzò numerose opere che trasformarono profondamente il paesaggio agricolo del Vercellese, contribuendo alla progressiva eliminazione degli incolti e all’espansione della risaia. Parallelamente, lo Stato, spesso su impulso diretto di Cavour, acquisì canali e diritti d’acqua privati, consolidando un sistema irriguo coordinato e moderno.

Gli effetti furono evidenti anche dal punto di vista fondiario: le nuove irrigazioni portarono a una radicale trasformazione del territorio, con l’aumento delle superfici coltivate e irrigate e una profonda revisione catastale.

Alla fine dell’Ottocento, Ovest Sesia era ormai divenuta un pilastro dello sviluppo agricolo del Piemonte, fondata su una gestione collettiva dell’acqua che ancora oggi rappresenta il cuore della sua identità.