IDROELETTRICO
Da molti anni l’Associazione di Irrigazione Ovest Sesia è impegnata in modo diretto e strutturato nella produzione di energia da fonti rinnovabili, un’attività che nasce in modo sinergico dalla gestione della rete irrigua.
Sfruttando i numerosi “salti d’acqua” presenti lungo canali storici e derivazioni irrigue, Ovest Sesia ha realizzato e gestisce centrali idroelettriche con potenze comprese tra 100 kW e 1.000 kW, capaci di trasformare l’energia potenziale dell’acqua in energia elettrica pulita e costante.
Gli impianti, distribuiti nei punti strategici della rete, sono progettati per integrarsi perfettamente con il sistema irriguo, senza interferire con la distribuzione dell’acqua e senza alterare gli equilibri idraulici del territorio. Questa complementarità consente di utilizzare al meglio ogni metro cubo d’acqua, valorizzando i dislivelli creati nel tempo dalle opere di derivazione e regimazione.
L’attività idroelettrica dell’Associazione:
- ottimizza l’utilizzo della risorsa idrica, sfruttando energia che altrimenti andrebbe dispersa;
- contribuisce in maniera significativa alla riduzione delle emissioni di CO₂, in linea con gli obiettivi internazionali sul clima;
- genera entrate economiche che permettono di alleggerire i costi del servizio irriguo per i consorziati;
- favorisce lo sviluppo di un modello di gestione territoriale più sostenibile e innovativo.
Grazie a queste attività, la produzione di energia rinnovabile si affianca oggi alla missione irrigua tradizionale, contribuendo a costruire un modello avanzato di gestione dell’acqua e del territorio, capace di coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità ambientale.
Centrale Cascina Nuova
L’impianto sorge presso la cascina omonima denominata C.na Nuova, in Comune di Ronsecco (VC) sul Naviletto di Asigliano. L’opera in costruzione sfrutta le acque del Naviletto di Asigliano ha uno sviluppo complessivo di 15.5 km circa esso prende origine dal Canale Cavour, in Comune di Tronzano, per derivazione diretta, prosegue in Comune di Ronsecco e termina in Comune di Desana, in corrispondenza del torrente denominato “Bona”.
La centrale è costituita da un barraggio sul canale con doppia paratoia piana e sistema di sicurezza intrinseca di scarico del bacino costituito da uno sfioratore lineare e una batteria di sifoni auto livellanti.
- La portata del Naviletto nel sito di centrale varia tra i 7,5 e 9 m³/s.
- Il salto medio è di 3 metri e la turbina (semi-kaplan) ad asse inclinato è di tipo sifone.
- La trasmissione dall’albero è costituita da un sistema a puleggia e cinghia, privo di moltiplicatore di giri che sviluppa una potenza ali morsetti del generatore di circa 220 kW.
- La centrale è operativa dal novembre del 2008.
Centrale Idrometrica
La centrale Idrometrica di Santhià sorge sull’asta del Naviglio d’Ivrea nell’abitato di Santhià (VC) in corrispondenza dell’omonima Stazione Idrometrica. Storicamente il salto idraulico della Stazione Idrometrica di Santhià alimentava il Mulino del Cavaliere Ugliengo per la produzione della forza motrice. Agli inizi del 1900 l’Amministrazione dei Canali Demaniali Cavour utilizzò il dislivello per alimentare la Stazione Idrometrica di Santhià.
Realizzata nel 1955 dall’allora società Dinamo (ora ENEL) sfrutta un salto di 7.2 m è costituita da un barraggio sul Naviglio con un sistema di tre paratoie piane e tra due sifoni auto-livellanti.
- La portata media nel sito di centrale è pari a 13 m³/s.
- La turbina è di tipo kaplan ad asse verticale e diffusore a “L” e sviluppa una potenza di 925 kW.
- La centrale è stata in concessione ad ENEL fino al 2008, da Gennaio 2009 la centrale è passata sotto la gestione dell’ Associazione d’irrigazione Ovest Sesia.
Centrale Lucca
L’impianto sorge nelle adiacenze della Cascina Carpo, in Comune di Livorno Ferraris (VC) sfruttando le acque del Cavo Lucca derivato dal Canale Cavour. Nel 1922, a spese comuni fra l’Amministrazione dei Canali Demaniali (43%) e l’Associazione Ovest Sesia (57%), veniva aperto in territorio di Livorno Ferraris il Cavo Lucca per derivare dal Canale Cavour il maggior quantitativo di acqua occorrente per l’irrigazione del territorio Casalese.
Il canale termina nel Naviletto di Saluggia in località Colombara in comune di Livorno Ferraris con uno sviluppo complessivo di km 3,250. La ristrutturazione del primo tratto del Cavo Lucca (dall’imbocco al sito di centrale) è stata eseguita normalizzando la livelletta di fondo unificando tre piccoli salti, ricavando così il salto di centrale di 8,6 m.
La centrale è costituita da un barraggio sul canale con doppia paratoia piana e sistema di sicurezza intrinseca del bacino di carico costituito da uno sfioratore lineare.
- La portata del Cavo Lucca nel sito di centrale varia tra i 6 e 8 m³/s.
- La turbina è di tipo semi-kaplan ad asse verticale e diffusore a “L”.
- La trasmissione dall’albero è ad accoppiamento diretto al che sviluppa una potenza ai morsetti del generatore di circa 506 kW.
- La centrale è operativa dall’aprile del 2004.
Centrale Oschiena
L’impianto sorge sul Naviletto di Asigliano presso la cascina denominata Oschiena, in Comune di Crova (VC). L’opera sfrutta le acque del Naviletto di Asigliano che, ha uno sviluppo complessivo di 15.5 km circa e prendendo origine dal Naviglio d’Ivrea, in Comune di Tronzano, prosegue in Comune di Crova dove riceve il sussidiario del canale Cavour, continua in Comune di Lignina e Ronsecco terminando in Comune di Desana, in corrispondenza del torrente denominato “Bona”.
La centrale è costituita da un barraggio sul canale con doppia paratoia piana e sistema di sicurezza intrinseca di scarico del bacino costituito da uno sfioratore lineare e una batteria di sifoni auto livellanti.
- La portata del Naviletto nel sito di centrale varia tra i 7,5 e 9 m³/s.
- Il salto medio è di 3 metri e la turbina (semi-kaplan) ad asse inclinato è di tipo sifone.
- La trasmissione dall’albero è costituita da un sistema a puleggia e cinghia, privo di moltiplicatore di giri che sviluppa una potenza ali morsetti del generatore di circa 220 kW.
- La centrale è operativa dal novembre del 2008.
Centrale Petiva
L’impianto realizzato nel 1926 è costituito da una traversa mobile sul Naviglio d’Ivrea realizzata con due paratoie piane fa parte del complesso di tre centrali idroelettriche realizzate dall’Amministrazione dei Canali Demaniali Cavour negli anni ’30. La traversa realizza in Comune di Santhià (VC) crea un piccolo bacino la cui ritenuta massima è regolata dalle paratoie mobili e da un sifone auto-livellante di sicurezza situato in destra idraulica accanto alla centrale. Inoltre una paratoia situata a monte del bacino deriva una parte dei deflussi in un canale irriguo denominato Cavo Bargiggia.
La centrale situata a fianco del sifone ospita tre gruppi idroelettrici di cui due i più grandi, turbinano le acque del Naviglio d’Ivrea, il terzo, il più piccolo turbina le acque del Cavo Bargiggia durante la stagione irrigua.
Le turbine attuali sono di tipo Semi Kaplan a diffusore a “L” la cui peculiarità è avere il generatore “immerso” ossia posto in camera libera.
- Il salto medio è 5,88m.
- La portata media nel bacino di carico dell’impianto è di 12,3 m³/s.
- Le trasmissioni dall’albero sono ad accoppiamento diretto che sviluppa una potenza complessiva circa 713 kW.
Centrale Rocca
La centrale idroelettrica Rocca si trova in comune di Villareggia (TO) ed è realizzata all’interno di una struttura che risulterebbe storicamente essere stata utilizzata come Presidio Militare Napoleonico.
La centrale idroelettrica deriva le quote idrauliche concesse a mezzo di paratoie, in sponda destra, dal canale Naviglio di Ivrea che vengono convogliate da un breve tratto di canale a pelo libero alla vasca di carico dove risulta presente il sistema di sgrigliatura. Successivamente una condotta forzata, che sovrappassa il canale Depretis, adduce le quote idrauliche derivate alla turbina idraulica, il cui scarico fa defluire la portata turbinata nel canale del Rotto.
In adiacenza ai locali della centrale è presente ,in derivazione dalla condotta forzata, una valvola scaricatrice con funzione di by-pass delle portate derivate in caso di fermata del gruppo di generazione.
In centrale sono stati realizzati una sala quadri ed un locale macchina sviluppato su due piani, al piano seminterrato si individua il posizionamento della turbina ed al piano terra il generatore.
Centrale Salto Oca
L’impianto sorge presso l’edificio idraulico omonimo sul Naviletto di Asigliano, in Comune di Desana (VC). L’opera sfrutta le acque del Naviletto di Asigliano che ha uno sviluppo complessivo di 15.5 km circa, prende origine dal Naviglio d’Ivrea, in Comune di Tronzano.
La centrale è costituita da un barraggio sul canale con due paratoie piane di cui una ha la funzione di dissabbiatore e sistema di sicurezza intrinseca di scarico del bacino costituito da uno sfioratore lineare e una batteria di sifoni auto livellanti.
- La portata del Naviletto nel sito di centrale varia tra i 7,5 e 9 m³/s.
- Il salto medio è di 3 metri e la turbina tipo semi-kaplan ad asse inclinato è di tipo sifone.
- La trasmissione dall’albero è costituita da un sistema a puleggia e cinghia, privo di moltiplicatore di giri che sviluppa una potenza ai morsetti del generatore di circa 220 kW.
- La centrale è operativa dall’aprile del 2006.
Centrale San Martino
Nel 1873, in sponda sinistra del Canale Rive ed in fregio al salto denominato “Della Guardia” in località San Martino in Comune di Trino, sito della nuova centrale idroelettrica-, venne realizzato un impianto di sollevamento che, sfruttando un salto di circa 5 m, produceva la forza motrice per il pompaggio dell’acqua prelevata dal canale e destinata all’irrigazione dei terreni ubicati a nord dell’impianto, sull’Altopiano di San Martino, collocati ad una quota di circa 7.5 m più alta rispetto al livello idrico massimo del canale.
L’impianto ha funzionato, previa sostituzione dei gruppi di produzione e delle pompe, fino al 1995; successivamente a tale data, valutata l’obsolescenza delle apparecchiature elettromeccaniche e la potenzialità non sfruttata del sito, il Distretto Irriguo di Trino ha abbandonato l’utilizzo del salto per produrre forza motrice, acquistando direttamente dall’ENEL l’energia necessaria al funzionamento delle pompe.
Divenuto quindi il sollevamento irriguo indipendente dal salto idraulico, quest’ultimo è risultato utilizzabile in modo più razionale e redditizio per la produzione di energia idroelettrica.
La centrale è costituita da un barraggio sul canale con singola paratoia piana e sistema di sicurezza intrinseca del bacino di carico costituito da due sfioratori semi circolari a cui si aggiunge uno scaricatore a paratoia singola.
- La portata del Canale di Rive nel sito di centrale varia tra i 3,5 e 5,5 m³/s.
- Il salto medio è di 4,5 metri e la turbina è di tipo semi-kaplan ad asse inclinato.
- La trasmissione dall’albero è costituita da un sistema a puleggia e cinghia, privo di moltiplicatore di giri che sviluppa una potenza ai morsetti del generatore di circa 154 kW.
- La centrale è operativa dall’aprile del 2004.
Centrale Spinapesce
L’impianto si trova nell’omonima località di Spinapesce in Comune di Palazzolo Vercellese ed utilizza le acque del Canale Magrelli che venne costruito verso la fine del 1800 per volontà dell’Avvocato Magrelli e termina nella roggia Stura (Villanova M.to) dopo aver percorso ben 35 km.
In località Spinapesce esisteva un impianto idroelettrico costruito negli anni ‘20 ed abbandonato all’inizio degli anni ‘70. La centrale è costituita da un barraggio sul canale con singola paratoia piana e sistema di sicurezza intrinseca del bacino di carico costituito da uno sfioratore lineare a cui si aggiunge uno scaricatore con paratoie a tre luci.
- La portata del Naviletto nel sito di centrale varia tra i 8 e 9 m³/s.
- Il salto medio è di 3 metri e la turbina (semi-kaplan) ad asse inclinato è di tipo sifone.
- La trasmissione dall’albero è costituita da un sistema a puleggia e cinghia, privo di moltiplicatore di giri che sviluppa una potenza ai morsetti del generatore di circa 250 kW.
- La centrale è operativa dall’aprile del 2004.