Il Canale Cavour: un’opera che ha cambiato il territorio

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L’idea di derivare le acque del Po per irrigare il basso Novarese e la Lomellina nasce a metà Ottocento dal geniale intuito dell’agricoltore vercellese Francesco Rossi, figura pionieristica che per anni studiò il territorio con mezzi rudimentali, sfidando convinzioni tecniche e diffidenze diffuse. Rossi dimostrò che il livello del Po era superiore a quello del Sesia e che le sue acque potevano essere condotte verso est, a beneficio di vaste aree agricole allora carenti di risorsa idrica.

Nella storia dell’irrigazione piemontese c’è un prima del Canale Cavour e un dopo il Canale Cavour

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Nonostante il valore dell’intuizione e il riconoscimento ottenuto in ambito tecnico e politico, il progetto originario di Rossi non fu realizzato. Le complesse vicende politiche del periodo risorgimentale e una diversa impostazione tecnica portarono il Governo ad affidare lo studio definitivo all’ingegnere Carlo Noè, sotto l’impulso decisivo di Camillo Benso, Conte di Cavour.

Da questa visione prese forma il progetto del Canale Cavour, concepito come una grande infrastruttura irrigua capace di collegare il Po al Ticino.

Il Canale Cavour è stato realizzato in mille giorni, cioè 2 anni e 9 mesi

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La legge di concessione venne approvata nel 1862 e i lavori iniziarono nel 1863. In meno di tre anni, superando notevoli difficoltà tecniche e costruttive, il canale fu completato: nel 1866 le acque del Po scorrevano fino al Ticino, lungo un tracciato di circa 85 chilometri. L’opera era destinata a irrigare oltre 120.000 ettari tra Vercellese, Novarese e Lomellina, trasformando profondamente l’economia agricola e il paesaggio della pianura.

Nei decenni successivi, il sistema fu progressivamente ampliato e perfezionato con la realizzazione di canali sussidiari e diramatori, tra cui il Canale Farini, il Diramatore Quintino Sella e, nel Novecento, il Canale Regina Elena, che nel 1954 completò l’apporto idrico assicurando al Canale Cavour la portata prevista dal progetto originario.

Oggi la rete dei Canali Cavour si estende per oltre 1.500 chilometri, domina un’area irrigabile di circa 500.000 ettari e consente, grazie ai salti idraulici lungo il percorso, anche la produzione di energia.

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Il Canale Cavour resta una delle più grandi opere di ingegneria idraulica d’Europa e il simbolo di una visione lungimirante che ha saputo trasformare l’acqua in ricchezza, equilibrio e sviluppo duraturo per il territorio.