La ricchezza di acque di questo lembo di pianura piemontese costituì un elemento fondamentale nei secoli. Dal XIII al XIV secolo, infatti, vennero costruite le rogge comunali derivate dal fiume Sesia ad opera delle comunità monastiche e dei Comuni.
Nel XV secolo il Marchese del Monferrato, iniziò il canale del Rotto derivato dalla Dora Baltea, e Amedeo VIII Duca di Savoia diede avvio, secondo il disegno di Leonardo da Vinci, al
Naviglio d’Ivrea. Ma il maggiore impulso alla trasformazione dell’ambiente venne con l’introduzione della coltura del riso. Dal 1785 al 1792 vennero costruiti il canale di Cigliano, derivato dalla Dora Baltea ampliato nel 1859 e da allora denominato
Canale Depretis e numerosi altri canali. La vera svolta in ambito irriguo fu la costruzione del
Canale Cavour, nato da una felice intuizione del crescentinese Francesco Rossi. Nonostante la geniale idea il merito della costruzione del canale fu attribuita erroneamente solo all’ingegnere che lo progettò: Carlo Noè. Venne costruito in soli 3 anni dal 1863 al 1866 con una derivazione dal fiume Po in Comune di Chivasso e termina nel Ticino dopo aver percorso 83 km. Nel 1868 venne costruito il sussidiario Canale Farini lungo solo 3 km per integrare le acque del Canale Cavour con quelle della Dora Baltea quando nei mesi estivi la portata del fiume Po è insufficiente.